Ci sono tre brani musicali, ma sono disposti in posizioni diverse, il che permette di centrare la tessitura peculiare di ogni voce sulla clave, in modo da evitare il più possibile l'uso di tagli extra. Fino alla metà del Settecento, anche nella musica strumentale era molto frequente il cambio di tonalità all'interno dei brani secondo la trama delle sillabe, proprio per non dover utilizzare tanti brani in più.
Tutte queste posizioni, ad eccezione della prima e dell'ultima (chiave di violino francese e chiave di sottobasso/basso profondo), note come septiclavium in alcune tradizioni musicali tra cui quella italiana, sono oggi utilizzate solo come formazione teorica e per corsi di solfeggio e composizione tenuti nei conservatori. Invece, nella pratica comune, si usano solo chiavi di violino e di basso, che sono di gran lunga le più usate, oltre alla chiave di contralto, usata come chiave per viola e trombone contralto, chiave di tenore, e usata come chiave ausiliaria per violoncello, trombone, fagotto, contrabbasso e contrabbasso.
In tutte le versioni moderne (dopo il 1800) le parti di contralto, mezzosoprano e soprano sono scritte in chiave di violino, e le parti di baritono in chiave di basso, mentre per le parti di tenore si usa la chiave di violino, cioè la chiave di violino accompagnata da una notazione convenzionale che indica che sono eseguite nel caso della voce inferiore, ad eccezione della musica nella parte grave, ad eccezione di due.
Non posso, come tu non puoi, negare a me stesso di essere carico di energia cosmica.





































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